MITI, LEGGENDE E CURIOSITA’ SUL FEDELE AMICO DELL’UOMO

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Nel corso della storia si sono susseguite tantissime credenze e voci riguardanti Fido…

Il cartello “Attenti al Cane” ha un’origine storica e risale al tempo dei Romani. A Pompei trova il suo equivalente in un mosaico che ritrae un cane da guardia sul pavimento d’ingresso della casa del Poeta Tragico e che riporta la dicitura “Cave Canem”.

Secondo la tradizione la saliva del cane è l’ideale per curare ferite e tagli, non a caso l’immagine di San Rocco è raffigurata con un cane che inumidisce con la lingua la sua mano. Si racconta che mentre il Santo assisteva gli ammalati di peste dell’Ospedale di Santa Maria di Betlemme, si ammalò egli stesso. Tormentato da un dolorosissimo bubbone all’inguine non trovò nessuno disposto a curarlo e venne cacciato dagli altri ammalati. Trascinatosi fino a Sarmato (17 km dalla città), Rocco si riparò in una grotta ad aspettare la morte e fu un cane che, accortosi della sua presenza e della sua sofferenza, gli portò ogni giorno un pezzo di pane fino alla sua guarigione. (A scanso di equivoci, i cani non guariscono leccandosi le ferite e leccandosi rischiano di infettarle con i batteri che hanno in bocca. Se non si riesce a farlo desistere, può essere utile applicargli un collare elisabettiano).

Secondo alcune credenze, sentire l’ululato del cane è un cattivo presagio e segna la prossima morte di qualcuno.

Si credeva che possedere un cagnolino nero tenga lontane le fattucchiere e le persone che fanno il malocchio e che portare un suo pelo nel taschino allontani i pericoli derivanti dall’uscire di casa il venerdì notte, quando diavoli e streghe sarebbero in agguato.

“Can che abbaia non morde” deriva da una superstizione, la quale afferma che un cane che abbaia è semplicemente innocuo.

Le targhette di metallo sono diventate di moda durante la Prima Guerra Mondiale tra i soldati, ma la loro origine risale a poco meno di un secolo fa, quando a Cincinnati si decise di certificare i quadrupedi. Era inoltre necessaria per non incappare in sanzioni nello spostamento dei cani da una località all’altra.

La lunghina è un guinzaglio allungabile nato per l’utilità nella caccia. I cani – in particolare quelli da punta come Spinone, Setter, Bracco, Spinone e Pointer – venivano legati affinché il padrone riuscisse a seguirli raggiungendo il luogo esatto in cui si trovava la preda. In passato il cacciatore doveva svolgere e riavvolgere a mano corde lunghe e pesanti, ma questo guinzaglio si è rivelato utilissimo in queste situazioni.

I cani soffrono per il fumo passivo: quelli con il muso allungato sono soggetti a tumori nasali, mentre quelli a muso corto sono soggetti a tumori polmonari.

Daniel Sebastian Ossino

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