ESISTONO DAVVERO I “CANI-KILLER”?

Il titolo è volontariamente provocatorio ma penso che tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo posti questa domanda. Anche i media ci ripropongono quasi ciclicamente episodi su queste tematica ma, con l’avvicinarsi della bella stagione, l’argomento più attuale sarà sicuramente quello riguardante l’abbandono. Molti “proprietari” (concedetemi le virgolette) chiuse ormai le valige e pronti a partire, spesso si rendono conto di come Fido sia di troppo. Inutile a questo punto ribadire come a Natale avrebbe avuto molto più senso regalare un peluche, altrettanto dolce e simpatico ma sicuramente meno impegnativo di un cucciolo in carne e ossa che necessita di continue attenzioni e che, con tutta probabilità, commetterà “malefatte” di ogni tipo.

Ancora una volta l’impulsività ha avuto il sopravvento sul buonsenso.

Se fortunatamente però da una parte esistono persone molto più razionali, social-network, riviste e trasmissioni televisive che fanno delle ottime campagne di sensibilizzazione (ragione per cui non mi soffermerò ulteriormente su questo argomento), purtroppo non si può affermare altrettanto per quel che riguarda l’argomento centrale di questo articolo. Infatti, solitamente tra la stagione estiva e quella autunnale, ritornano in auge i cosiddetti “cani-killer”.

Che si tratti di un fenomeno particolare per il quale alcuni cani impazziscano e decidano di aggredire persone e/o animali in questo periodo trascurando il freddo inverno,  o che si tratti semplicemente della mancanza di notizie di rilievo a opera dei media lo lascio giudicare a voi, in questa sede è mio interesse analizzare il delicato argomento.

Al mondo esistono davvero pochissimi cani con disturbi della psiche che possano portarli ad aggredire senza NESSUNA motivazione i propri simili, altri animali o gli esseri umani. Normalmente una motivazione c’è sempre ma siamo noi a non coglierla in quanto siamo soliti soffermarci al comportamento manifestato e non alla sua CAUSA SCATENANTE.

Consideriamo alcuni esempi: il Rottweiler o il Dobermann che passa la sua vita rinchiuso nel recinto del giardino di casa e che “inspiegabilmente” attacca il bambino che ci entra, oppure il San Bernardo che morde il Chihuahua scappato al vicino di casa e che gli compare improvvisamente davanti.

Questi, e molti altri episodi simili, nascono spesso dall’incapacità dell’uomo di comunicare con il cane o dalle eccessive attenzioni che gli dà. Possono infatti manifestarsi diversi disturbi del comportamento, come ansia da separazione, crisi da deprivazione sensoriale, aggressività, ecc…

Se un cane non ha mai avuto la possibilità di conoscere altri esseri umani al di fuori di quello che gli porta da mangiare (perché relegato all’esistenza nel box in giardino) potrebbe reagire in maniera diversa di fronte a un bambino. Quest’ultimo, infatti, possiede un odore differente, compie movimenti più scoordinati ed emette vocalizzi più acuti rispetto a quelli di un essere umano adulto e, agli occhi del cane, potrebbe apparire come una “preda”.

E come potrebbe reagire un cane vedendo un suo simile per la prima volta, magari di dimensioni molto differenti, se non attaccandolo per difendersi o tentando la fuga? (come reagireste voi di fronte a un gigante?).

TUTTI i cani, indipendentemente dalla loro razza e dalla taglia, DEVONO socializzare il più possibile con altri cani, animali, persone e oggetti di ogni tipo.

Puppy-class e classi di socializzazione sono delle ottime scuole per i cani ed i loro proprietari affinché entrambi acquisiscano gli strumenti necessari ad affrontare il più serenamente possibile la vita di tutti i giorni insieme.

Avremo allora proprietari che conoscono i loro cani e le loro abitudini, ma anche cani che sapranno sempre comportarsi nella maniera più idonea alla situazione che gli si presenta.

Queste sono le basi per una perfetta convivenza INSIEME, quindi non fermiamoci alle apparenze e non crediamo a tutto quello che cercano di “venderci”, ma applichiamoci e approfondiamo le nostre conoscenze… sempre!

Daniel Sebastian Ossino

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