“PRONTO?”…“MI SCUSI, LEI ADDESTRA I CANI?”

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Questo è solitamente l’approccio iniziale di chi mi contatta.

Molti proprietari sembrano cercare un mix tra il mago Zurlì e San Francesco, ma allora mi faccio da parte in quanto non esiste una “ricetta” universale per risolvere i problemi che possono manifestare i nostri amici a quattro zampe (non esiste il Santo Graal della cinofilia). E infatti passo almeno dieci minuti al telefono prima che riesca a far capire la profonda differenza che intercorre tra ADDESTRARE un cane ed EDUCARLO.

Per carità, lungi da me il declinare offerte di aiuto e tirarmi indietro di fronte al Volpino che abbaia compulsivamente, o al Labrador esuberante che salta continuamente  addosso per manifestare il suo affetto, ma parlare di addestramento in questi casi è completamente sbagliato.

Analizziamo assieme i termini: con “addestramento” si intende l’insegnare al cane comportamenti finalizzanti all’apprendimento di un preciso lavoro (la difesa, la caccia, le attività sportive, ecc…), “educare” significa impartire al cane tutti quegli insegnamenti che gli permettono di convivere con il proprietario in ambiente familiare ed extra-familiare (a passeggio, sul lungomare, in una fiera di paese, ecc…) in maniera serena e corretta secondo le buone maniere che impone la nostra società.

E non dobbiamo nemmeno incappare nell’errore di pensare che tutti i cani di una stessa razza siano identici tra loro (l’epoca della pecora Dolly è terminata da un pezzo!).

Le razze, o almeno quello che erano in origine, sono state create per permettere al cane di essere di ausilio alle diverse attività umane, come la pastorizia o la caccia, ma è anche vero che la nostra società si sta evolvendo molto velocemente (una decina di anni fa non sapevamo nulla di Facebook e pochi conoscevano Youtube e Wikipedia). Come possiamo pensare allora che una specie animale possa evolversi altrettanto velocemente stando al passo della tecnologia?

Solo noi umani possiamo essere le guide e abbiamo una responsabilità davvero molto alta perché, come si insegna a un bambino a comportarsi in maniera corretta con gli altri, altrettanto dobbiamo fare con i nostri amici a quattro zampe, ma tranquilli… con loro è molto più semplice!

Daniel Sebastian Ossino

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