COME FANNO A COMUNICARE TRA DI LORO I CANI?

19. 23-09-15

Con il mio ruolo di educatore cinofilo ho avuto la possibilità di conoscere moltissimi tipi di proprietari e di confrontarmi con ognuno di essi. Ognuno ha il suo carattere e si comporta in maniera diversa, ma ho sempre riscontrato un fattore comune: la quasi totalità dei loro problemi con il cane di famiglia è dovuta a incomprensioni.

Tutti siamo in grado di leggere un volto umano e le posture del nostro corpo e lo facciamo quasi sempre inconsapevolmente (un sorriso normalmente indica uno stato d’animo positivo, una persona che si guarda attorno in un luogo nuovo insicurezza o curiosità e così via), ma non siamo in grado di fare lo stesso nei confronti dei nostri amici a quattro zampe.

I cani utilizzano principalmente tre sistemi di comunicazione: vocale, visiva-corporea e olfattiva. Questa settimana analizzeremo insieme la prima di queste.

Comunicazione vocale

Si tratta di vocalizzi emessi dal cane per comunicare diversi stati d’animo.

Esistono sei principali tipi di vocalizzazioni canine, ognuna con un suo significato, ma che possono anche essere emesse in serie.

  1. Abbaio: è la tipica espressione di avvertimento con lo scopo di richiamare l’attenzione, può avere diverse motivazioni e l’inclinazione ad abbaiare varia da razza a razza (un Volpino sarà molto più propenso ad abbaiare rispetto un Mastino). A tal proposito ritorna utile ricordare come, certe razze, siano state selezionate appositamente dall’uomo per questa loro caratteristica e come siano definite, per l’appunto, “cani da allarme”. Attenzione allora a quale tipologia di cane adottare se vivete, ad esempio, in un condominio!
  2. Uggiolio: vocalizzazione per lo più infantile, usata sia dai cuccioli che dai cani adulti quando vogliono ottenere qualcosa da un altro soggetto (canino o umano che esso sia). Attenzione perché un cane che uggiola dall’interno di un cancello verso chi passeggia all’esterno, non è detto che abbia sempre buone intenzioni…
  3. Guaito: manifestazione di paura o dolore, infatti un cane può guaire ancora prima che l’evento spiacevole possa manifestarsi. Una curiosità: nelle razze selezionate in passato dall’uomo come “da combattimento”, i soggetti non rispondevano a questo segnale vocale lasciando la presa, bensì insistendo nella loro azione.
  4. Ringhio: espressione di avvertimento e/o minaccia, può presentarsi anche associato ad abbaio in base alla possibilità di attacco o meno. In generale, l’aggressività di un cane è una dote naturale, questo significa che tutti i cani lo sono, perché caratteristica indispensabile alla sopravvivenza!
  5. Ululato: importante attività sociale del lupo ereditata dal cane. I lupi ululano per delimitare i confini del branco, per riunirlo, rinforzare i rapporti all’interno dello stesso, dare l’allarme o farsi localizzare. Il cane domestico ulula molto meno del lupo (soprattutto per motivi territoriali), ma a volte può “rispondere” alle sirene, alle campane o al suono di uno strumento musicale. In generale non è un suono malinconico, a differenza di quanto siamo portati a pensare.
  6. Sospiro (solitamente emesso da sdraiato e con la testa posta sulle zampe anteriori): può essere segno di benessere e soddisfazione se emesso con occhi semi-chiusi, di insoddisfazione se emesso con occhi aperti (il cane voleva uscire ma capisce che il padrone non ne ha intenzione).

Comunicazione visiva-corporea

Attraverso il linguaggio del corpo i cani trasmettono le loro emozioni, i loro desideri e dichiarano la posizione che un individuo occupa all’interno del “branco”.

Esistono tre tipi di comunicazione visivo-corporea.

  1. Linguaggio del corpo: se il cane cerca di sembrare più grosso e alto certamente vuole trasmettere sicurezza, al contrario tutti i tentativi per apparire più piccolo, sono segnali di sottomissione e pacificazione.
  2. Linguaggio della faccia: è necessario considerare nell’insieme i segnali inviati dagli occhi, dalla bocca, dalle orecchie e dalla fronte. Un cane che guarda fisso negli occhi un altro cane, che sbatte poco le palpebre, con bocca semi-aperta e orecchie proiettate in avanti è un cane sicuro di sé. Viceversa un cane che distoglie lo sguardo, occhi semi-chiusi, orecchie tirate indietro o appiattite sulla testa e bocca chiusa mentre si lecca il muso, identifica un cane sottomesso o impaurito.
  3. Linguaggio della coda: è uno strumento importantissimo per i nostri amici a quattro zampe, da cui l’importanza a non tagliarla (negli Stati questo è ancora permesso). In base alla posizione, la forma e il movimento, il cane comunica diversi stati d’animo. Una coda alta e dritta indica sicurezza, se oscilla leggermente può indicare dominanza (non sempre un cane che scodinzola equivale  a un cane che vuole giocare), una coda bassa o tra le zampe, che si muove anche velocemente indica sottomissione o pacificazione. Inoltre, più la coda si muove velocemente, tanto più il cane sarà eccitato.

Comunicazione olfattiva

L’olfatto è il senso più acuto dei cani e attraverso feci, urina e secrezioni ghiandolari, questo tipo di comunicazione utilizza dei messaggi che perdurano molto più a lungo nell’ambiente. La comunicazione olfattiva avviene attraverso i feromoni, sostanze volatili prodotte a basse concentrazioni da ghiandole esocrine e con funzione di segnali, che comunicano lo status sociale, emotivo, fisiologico, l’età, i rapporti genetici, influenzano l’ovulazione e la sincronizzazione dell’estro nelle cagne e agiscono come afrodisiaco aumentando lo stimolo sessuale.

Le ghiandole perianali  sono due piccole sacche che si trovano ai lati dell’ano del cane e producono secrezioni dall’odore sgradevole usate per comunicare. Il loro contenuto si svuota di solito quando il cane defeca o in seguito a un’emozione forte.

Quando due cani si incontrano tendono ad annusarsi le zone anali in cerca di informazioni. Inoltre, dopo la defecazione, il cane tende a raspare il terreno probabilmente per lasciare ulteriori tracce sia sottoforma di segnali visivi (il segno della raspatura) che odorosi (ghiandole poste tra le dita delle zampe).

Le ghiandole poste tra le dita delle zampe, sul dorso della coda e nella zona anale secernono sostanze più oleose che perdurano a lungo nell’ambiente.

Daniel Sebastian Ossino

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