UN MONDO FATTO DI ODORI: L’OLFATTO NEL CANE

18. 16-09-15

Dopo aver affrontato insieme i temi riguardanti la vista, l’udito, il gusto e il tatto, concludiamo il nostro viaggio all’interno del mondo sensoriale dei cani con il loro senso primario: l’olfatto.

Tra tutti i sensi è quello più sviluppato e diventa quasi impossibile paragonarlo al nostro. Gli umani hanno una percezione del mondo principalmente visiva, i cani sono definiti mammiferi macrosmatici, vivono cioè in un mondo fatto soprattutto di odori.

Un cane è in grado di distinguere fino a 12 odori contemporaneamente e riesce ad identificare una sostanza diluita fino a 1/10.000.000 della concentrazione.

Ma a cosa è dovuto questo grande successo adattativo?

Gli esseri umani possiedono circa 5 milioni di cellule olfattive (cellule nervose in grado di percepire gli stimoli odorosi) mentre un cane, a seconda della razza, può arrivare ad averne 220-225 milioni. Possiamo dividere i cani in due categorie: i cani a teleolfatto (i cani da ferma) con seni frontali più ampi e che inspirano profondamente per cercare un odore nell’aria, e i cani a megaolfatto con seni frontali più piccoli e che effettuano numerose sniffate sul terreno alla ricerca della fonte odorosa (labrador, segugi, bloodhound, …).

La membrana olfattiva ricopre i tetti delle cavità nasali e, nell’essere umano, ha una lunghezza di circa 50 cm (la mucosa olfattoria è di 2-4 cm3) mentre nel cane arriva a 7 m (18-150 cm3 di mucosa olfattoria).­­

La capacità olfattiva è anche condizionata dalla conformazione del muso: le razze brachicefale (carlino, bouledogue, pechinesi, …) sono meno dotati di cani dalla canna nasale più lunga.

Un cane è anche dotato di narici mobili che determinano con precisione l’odore e la sua direzione, inoltre sono umide e trattengono maggiormente le molecole odorose presenti nell’aria.

Quando un cane annusa interrompe le sue normali attività accendendo un vero e proprio meccanismo chiamato sistema del fiuto composto da una serie di 3-7 sniffate che gli consentono di disgregare le molecole d’aria per recepirle meglio. Durante la respirazione classica l’aria arriva direttamente ai polmoni, con il sistema del fiuto viene trattenuta più a lungo nelle fosse nasali, permettendo al cane di memorizzare gli odori a tempo indeterminato (nell’uomo la memoria olfattiva è limitata a odori particolarmente intensi come, ad esempio, quello del caffè). In determinate condizioni ambientali un è in grado di identificare odori vecchi di 6 settimane, soprattutto quando la temperatura al suolo è maggiore di quella dell’aria: questo permette agli odori di salire più agevolmente dal terreno, questo è anche uno dei motivi per il quale i carnivori sono soliti cacciare la sera.

Gli stimoli olfattivi hanno importanti effetti fisiologici e sul suo comportamento del cane, svolgendo un ruolo primario nella comunicazione: annusando un suo simile il cane riceve informazioni su sesso, età, stato di salute ed emotivo. Quando annusano noi – specialmente al nostro rientro a casa – capiscono dove siamo stati, con chi ci siamo incontrati e se abbiamo incontrato altri cani.

Come ci sentiremo noi se qualcuno ci trascinasse via di peso mentre siamo concentrati a guardare la partita o la nostra sitcom preferita? Pensateci la prossima volta che strattonate il vostro cane intento ad annusare…

Daniel Sebastian Ossino

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