CANI O UMANI “MASCHERATI”? CONSIGLI PRATICI

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Abbiamo già accennato di come il cane sia un animale pensante, con caratteristiche fisiche e psichiche proprie e di come sia un grandissimo errore renderlo simile a noi esseri umani in aspetto e carattere.

Tutto molto semplice finché si tratta di scrivere, ma andiamo ad analizzare insieme qualche esempio concreto su come sarebbe meglio comportarsi.

Salire sul divano e sul letto: ci tengo a precisare che sono io il primo a provare piacere nell’avere il mio cane accanto sul divano, magari dopo una pesante giornata lavorativa o nelle fredde sere invernali, ma se le chiedo di scendere lei lo fa senza protestare. Parlare di “dominanza” riferito al cane domestico ritengo sia un errore: noi non siamo dei “capi-branco”, ma dei leader. Dobbiamo abituarci a vedere le nostre famiglie assieme ai cani come una sorta di “branco-misto” in cui ognuno ha il suo compito e non come una gara a cercare di sottomettere il prossimo. Un cane è più probabile che veda il divano (o il nostro letto) come una superficie morbida e comoda, non come il nostro luogo di relax e riposo da usurpare.

Risse tra cani in casa: la cosa più “umana” che possiamo fare è quella di schierarci dalla parte del più debole, cosa che per il cane è assolutamente innaturale. Se abbiamo a che fare con un soggetto tendenzialmente dominante (perché tra cani si parla di gerarchia) e questo viene ripreso, il cane può anche arrivare a sfidare apertamente il padrone con ribellioni passive e disobbedienze, ma anche ringhiando e mordendo. Se il cane ripreso è parzialmente dominante può reagire chiudendosi in sé stesso (non osando sfidare il padrone) e sfogando lo stress abbaiando o regredendo a stadi infantili (con minzioni inappropriate, rosicchiando i mobili, ecc.). La cosa migliore da fare è quella di intervenire appoggiando il cane più dominante, rispettando le gerarchie che si sono instaurate naturalmente in casa, senza snaturarle.

Comportarsi con il cane come se fosse un bambino: un bambino ha esigenze diverse da quelle di un essere umano adulto, proprio come i nostri cani. Rivolgersi a un cane continuamente con “vocette”, riempiendolo di attenzioni e coccole, o lasciarci conquistare dai suoi dolci occhi languidi non farà altro che creare problemi di incomprensione tra di noi. Quando un bambino sbaglia è normalità punirlo e fargli capire che esistono delle alternative a un comportamento sbagliato che sta tenendo, perché allora con i cani ci comportiamo diversamente?

Cani da “borsetta”: ostinarsi a portare cani di piccola o piccolissima taglia (ma anche i cuccioli) all’interno di borsette, passeggini o in braccio è sbagliato e crea un circolo vizioso. Oltre a snaturare la natura del cane rischia di renderlo potenzialmente aggressivo. Se ogni qualvolta si avvicina un altro cane – o un bambino particolarmente esuberante – noi allontaniamo il nostro cane (o lo prendiamo in braccio), nella sua mente probabilmente si materializzerà il pensiero che tutti questi stimoli siano potenzialmente dannosi e pericolosi, e reagirà con maggiore aggressività le volte successive.

Gli esempi potrebbero davvero essere numerosi, l’importante è rendersi conto di avere davanti un compagno di vita e di rispettarlo per quello che davvero è… un cane!

Daniel Sebastian Ossino

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